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FAIM e Banca dati sui consumi alimentari in Europa per valutare l’esposizione agli additivi

Si sa, alla fine gli alimenti sono spesso un insieme di sostanze “di base” e di elementi aggiuntivi, ciascuno con le proprie caratteristiche e proprietà, ciascuno in grado di conferire al prodotto finale un certo colore, sapore, odore, capacità conservativa… in teoria, per dare un effetto migliorativo in genere.

Tra questi, in particolare, vi sono gli additivi alimentari, contemplati in via generale nel Reg. CE n.1331/2008 insieme ad aromi ed enzimi (e relativo regolamento di attuazione  della Commissione UE n.234/2011) e specificamente disciplinati dal Reg. CE n.1333/2008.

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Ma quanto e come sono esposti, i vari alimenti, agli additivi? È possibile prevedere una stima di tale esposizione, per i nuovi additivi o per quelli autorizzati ad un nuovo utilizzo?

È possibile, e dallo scorso 4 dicembre è anche più semplice grazie alla versione 2.0 dello strumento operativo in funzione. Efsa ha infatti avviato la nuova versione di FAIM (Food Additives Intake Model), strumento ideato proprio per consentire il calcolo dell’esposizione media a nuovi additivi alimentari o ad additivi già autorizzati per i quali viene richiesto un nuovo uso, e la loro assunzione attraverso la dieta, per varie fasce della popolazione (neonati, bambini, adulti, anziani oltre i 75 anni di età…) nei diversi Paesi europei.

Quali dati prende a riferimento il FAIM?

Si basa sui dati raccolti dagli Stati membri circa il consumo di alimenti (abitudini alimentari, frequenza di consumo, quantità medie…) in base all’età e alla fascia di appartenenza, che sono conservati nella banca dati particolareggiata dell’EFSA sui consumi alimentari in Europa, mediante il proprio sistema di classificazione di bevande e alimenti chiamato FoodEx. I contenuti e le valutazioni statistiche derivanti dalla banca dati consentono di effettuare una rapida selezione tra esposizione cronica ed esposizione acuta a sostanze e organismi che possono trovarsi nella catena alimentare.

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E quindi?

L’interessato dovrà preventivamente registrarsi inviando una richiesta via mail a: data.collection@efsa.europa.eu specificando nome, indirizzo e-mail e affiliazione, poi seguire le indicazioni e le varie istruzioni del format, ed immettere i livelli di presenza per l’additivo alimentare da valutare a seconda della categoria di alimenti di interesse (tutti i valori devono essere inseriti come mg/kg dell’alimento), ovvero “livelli d’uso proposti”, per nuovi additivi alimentari o per un nuovo uso di un additivo alimentare già autorizzato oppure “livelli d’uso riferiti” o risultati analitici, in caso di valutazione di un additivo alimentare già autorizzato.

Tale strumento consente di ricevere una valutazione preventiva del rischio, e di poter adoperare le necessarie conseguenti iniziative al fine di evitarlo o contenerlo.

 

 

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