Type a keyword and hit enter to start searching. Press Esc to cancel.

Categoria: Vitivinicolo

Dell’impegno a rafforzare i controlli sul web avevamo già parlato in un precedente articolo, dando notizia dell’accordo  tra l’ICQRF e il colosso dell’e-commerce Alibaba siglato nel settembre 2015.

Le risorse e gli obiettivi delle rispettive parti erano rivolti alla tutela e alla promozione dei prodotti agroalimentari italiani, attraverso la lotta alle contraffazioni e la difesa e valorizzazione del Made in Italy. Molti sono stati i controlli effettuati dall’Ispettorato, molti i prodotti bloccati, molti i contenuti web rimossi, in modo particolare riguardanti vini, salumi, formaggi maldestramente (a volte, più accuratamente) “travestiti” da Prosecco, Prosciutto di Parma, Parmigiano. Solo per ricordare gli interventi effettuati nelle ultime settimane, è stata fermata l’offerta on line di 25mila tonnellate di falso pecorino romano e di 25mila tonnellate di finto Parmigiano proveniente da Bangkok, e di finto Parmigiano grattugiato in arrivo dall’Australia.

alibaba 1

Sulla scia di questa spinta patriottica, in questi due anni si è voluto fare di più, creando sullo spazio web di Alibaba una vetrina virtuale tutta italiana. E così, Italian Pavilion nasce come temporary store nel febbraio 2017, in occasione della visita del Presidente Mattarella in Cina, come una sorta di omaggio alla produzione italiana, ormai ai vertici nelle vendite internazionali anche nel (e grazie al) commercio elettronico, soprattutto nei settori della moda, dell’agroalimentare, della cosmesi e prodotti di bellezza.

alibaba 2

Il temporary store è poi diventato permanente, e qualche giorno fa, il 9 settembre, ha ospitato il mondo dei vini italiani dando la possibilità a ben 120 aziende vinicole del nostro Paese provenienti da tutte le Regioni di mostrarsi e presentare i propri prodotti.

 

Le parole chiave sono dunque tutela e promozione, nelle vendite on line e anche in quelle dei mercati tradizionali, per riuscire a vendere molto e, soprattutto, vendere giusto.

Lo sappiamo, lo abbiamo ricordato molte volte: il vino è tra i prodotti agroalimentari italiani che riscuote da sempre maggior successo, anche oltre confine…anche oltre Oceano. In molti tentano di copiarlo, oltre confine …e soprattutto oltre Oceano! Maldestramente aggiungendo o levando sostanze, ideando strani kit che farebbero rabbrividire anche il meno intraprendente dei “piccoli chimici”, e creando un liquido che vino non è. Al di là delle definizioni normative, anche semplicemente dal punto di vista olfattivo, del gusto, del colore e delle proprietà organolettiche e nutrizionali in generale, il vino è vino (…e tutto il resto è noia!).

vini3

Direi che non serve essere enologi o sommelier per distinguere il vino (italiano) da ciò che vino non è, eppure le tecniche e l’inventiva di chi vuole scopiazzare la nostra punta di diamante si affinano e qualcuno per un po’ ci riesce. Ma poi viene beccato!

Vediamo, ad esempio, che nel 2016 l’attività di controllo svolta dall’ICQRF nel settore vitivinicolo[1] è stata molto intensa e si è concretizzata in risultati operativi significativi nei numeri e nelle conseguenze sanzionatorie, come effetto della costante intensificazione dell’attività stessa soprattutto riguardo alle fasi di raccolta e movimentazione delle uve, di trasformazione e di circolazione dei relativi prodotti e sottoprodotti.

Nel corso del 2016 sono stati effettuati nel vitivinicolo 13.340 controlli, per ben 8.546 operatori controllati (dei quali, il 39 % irregolari), a cui corrispondono 19.191 prodotti controllati (di cui, il 25,4 % irregolari). Tra i principali illeciti accertati rientrano le sofisticazioni di vini, aggiunta di aromi di sintesi, presenza di residui di prodotti fitosanitari in vini dichiarati biologici, mosti o vini alterati o sottoposti a trattamenti non consentiti.

Anche per i vini di qualità DOCG, DOC, IGT, i dati che ergono dal Report sono altrettanto importanti: un totale di 6.453 controlli, ben 1.155 campioni analizzati (di cui il 6,5% irregolari) per 5.597 operatori controllati (di cui, il 35,2% risultati irregolari), e 10.273 prodotti controllati (di cui il 23,6 irregolari).

vino1

Ebbene, in tale contesto il Mipaaf ha recentemente pubblicato sul proprio sito il Vademecum controlli campagna vendemmiale 2017/2018 per tutti gli operatori del settore, nel quale sono riassunti i principali adempimenti a carico delle imprese vitivinicole, le norme di riferimento e le disposizioni applicative.

Segnaliamo alcune delle novità introdotte dal Vademecum rispetto a quelli precedenti, che interessano gli operatori del settore, a seguito delle novità normative dell’ultimo anno, come l’utilizzo per la prima volta in Italia e nell’UE del “registro dematerializzato e l’applicazione delle norme contenute nella Legge n.238/16Testo unico sul Vino” (ad esempio circa la determinazione del periodo di fermentazione, raccolta dei sottoprodotti della vinificazione, detenzione delle uve da tavole e uve da vino negli stabilimenti, tenuta del registro delle sostanze zuccherine…) e l’attuazione del D.L. n.91/14, convertito in Legge n.116/14 “Campolibero”.

[1] Dati tratti dal Report attività operativa 2016 pubblicato dal Miipaf nel febbraio 2017.

È passata ormai qualche settimana dalla conclusione di Vinitaly 2017, ma non vi abbiamo ancora raccontato della nostra visita alla 51esima edizione dell’evento vinicolo più atteso dell’anno!

Anche questa volta, come l’anno scorso, partenza all’alba per arrivare presto e non perderci nulla di questa splendida giornata interamente dedicata ai sapori e ai colori del vino e alle migliori produzioni italiane e internazionali, elegantemente e sapientemente esposte nei numerosi stand ed angoli tematici.

vinitaly 1Come sempre, Vinitaly accoglie tra i suoi stand i grandi produttori affermati anche all’estero, quelli più giovani che vogliono farsi conoscere o lanciare nuove idee, la stampa e l’editoria di settore, consulenti e tecnici, e offre angoli e momenti dedicati alle degustazioni presentate dai migliori sommelier.

Poca la fila all’ingresso, molte le persone incontrate durante la nostra visita.

Appena varcati i tornelli della Fiera abbiamo percepito, anche questa volta, il fermento, la vitalità e l’attenzione che il vino riesce ad attrarre intorno a sé, da parte ormai di fasce di età che si sono estese e comprendono anche i giovani che sempre più spesso, attraverso studi mirati e acquisizione di competenze specifiche, finiscono per trasformare la loro passione in attività lavorativa.

Basta ricordare la recente emanazione del Testo Unico del Vino per capire come, parallelamente al rapido e costante sviluppo (economico, ma non solo) del vitivinicolo, anche a livello normativo erano necessarie importanti riforme per rendere più semplice e corretta la conoscenza e l’applicazione delle regole del vino.

Il ministro Martina, nella giornata di inaugurazione, aveva riconosciuto l’importanza di Vinitaly che non è più solamente un’esposizione internazionale ma occasione ormai consolidata di confronti, discussioni, e proposte orientati al futuro del vino e dell’agricoltura in un’ottica “di internazionalizzazione dei mercati, di innovazione e di crescita della qualità”.

Veronafiere ha organizzato anche una tavola rotonda sul vino nella Grande Distribuzione, per analizzare i gusti e le abitudini dei consumatori che nel 2016 hanno acquistato sugli scaffali 500 milioni di litri, per 1 miliardo e mezzo di euro. In aumento l’acquisto di vini legati al territorio e alla qualità con una crescita del + 2,7% nel corso dell’anno di Docg, Doc, Igt. Cambia anche il modo di informarsi e di scegliere il vino, grazie anche alla navigazione sul web sui siti specializzati (in aumento) e all’attenzione ad evitare frodi e contraffazioni.

I consumatori restano affezionati alla bottiglia da 75cl,  a discapito di brik e damigiane, e cresce la ricerca e l’acquisto di vini biologici sebbene nei supermercati l’offerta sia ancora poca. Ed anche in Fiera è stato dato ampio spazio al biologico con il salone Vinitalybio (in collaborazione con FederBio) che offriva degustazioni e incontri con gli interessati per consentire ai produttori di promuovere il proprio prodotto e di presentare le proprie realtà.

vinitaly 2Concludiamo, inevitabilmente, ricordando i numeri riportati sullo stesso sito web dell’organizzazione, che a ben vedere solo numeri non sono ma confermano quanto detto in premesse e quanto abbiamo colto dalla presenza in Fiera:

128mila presenze da 142 nazioni. Presenti complessivamente 4.270 aziende espositrici da 30 paesi, aumentate nel complesso del 4%, in particolare quelle estere, del 74%.

Operatori esteri in crescita rispetto al 2016 da Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%) e Brasile (+29%). Debuttano quest’anno i buyer da Panama e Senegal.

Non solo stand espositivi, non solo vini da guardare e degustare (250 le degustazioni nei quattro giorni di evento), ma anche convegni, seminari, incontri di formazione.

Il rientro a Padova, anche quest’anno, portava con noi uno sguardo entusiasta e fiducioso al futuro, rivolto a nuovi progetti e a nuove idee…

…siamo già al lavoro!

 

 

 

 

 

vinoDallo scorso 12 gennaio è in vigore la Legge n. 238 del 12 dicembre 2016 recante “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”, di fatto il Testo Unico del Vino.

Una raccolta, innovativa e semplificativa, di norme inerenti il settore vitivinicolo, distribuite in 91 articoli, finalizzate alla tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale e nazionale.

Lo ricorda, in maniera inequivocabile, l’art.1 “Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali  frutto  del  lavoro,  dell’insieme  delle  competenze,   delle conoscenze, delle  pratiche  e  delle  tradizioni,  costituiscono  un patrimonio  culturale  nazionale  da  tutelare  e  valorizzare  negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva,  ambientale e culturale”.

L’ambito di applicazione della legge riguarda sostanzialmente le norme nazionali per la produzione, la commercializzazione, le denominazioni di origine, le indicazioni geografiche, l’etichettatura e la presentazione, i controlli e il sistema sanzionatorio, oltre ad altri aspetti specificati nell’art. 2.

Oltre a semplificare e rendere più sistematica la disciplina esistente, anche dal punto di vista interpretativo ed applicativo, e ad abrogare alcune norme indicate nell’art. 91, il Testo Unico prevede anche delle importanti novità ed ha portata non solo ricognitiva ma anche innovativa.

Segnaliamo, in particolare:

vigneto storico – art. 7: salvaguardia dei vigneti eroici o storici, ovvero quei vigneti delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, per i quali lo Stato è chiamato a promuovere   appositi interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia.

– art.8: istituzione di uno schedario viticolo, gestito dalle Regioni, contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo viticolo, ai sensi del Reg. (UE) n. 1308/2013, in cui dovrà essere iscritta ogni unità vitata idonea alla produzione di uva da vino. Ai vigneti presenti nello schedario è assegnata l’idoneità alla produzione di uve per vini a DOCG, DOC  e IGT.

– art.41: enoturismo, ovvero l’ospitalità dei turisti presso vigneti e cantine. Nell’ambito della norma dedicata ai Consorzi di tutela per DOP e IGP, si prevede che questi ultimi possano favorire e promuovere attivita’ di promozione dell’enoturismo, anche in collaborazione con enti e organismi pubblici e privati.

– art.85: ravvedimento operoso, ovvero la possibilità di ottenere la riduzione della sanzione amministrativa nel caso di violazioni riguardanti comunicazioni formali e qualora non sia già iniziato un procedimento da parte dell’organismo di controllo. Questo strumento, affiancato a quello della diffida, consente una risoluzione preventiva delle irregolarità, e quindi di ridurre il contenzioso.

vini 2Molto spazio (l’intero TIT. IV) è inoltre dedicato all’etichettatura, presentazione e pubblicità prevedendo la facoltà per i vini DOP ed IGP di indicare in etichetta la denominazione di qualità, previa autorizzazione dal Mipaaf e Regione competente, fermo che solo le denominazioni di origine possono prevedere l’indicazione di sottozone. Ancora, è prevista la riduzione a sette anni del periodo entro cui un vino DOC può richiedere il riconoscimento DOCG e la riduzione a tre delle campagne necessarie alla richiesta di cancellazione della protezione in mancanza di rivendicazione o certificazione.

Infine, in merito alla lotta alla contraffazione dei prodotti vitivinicoli, i controlli effettuati sulle imprese (agricole e non) confluiscono nel Registro unico dei controlli ispettivi e, a tutela del Made in Italy, è previsto che l’Agenzia delle Dogane debba rendere disponibili sul proprio sito internet le informazioni relative alle importazioni di prodotti vitivinicoli, dove è prevista una sezione aperta al pubblico in cui sono resi disponibili i dati necessari per assicurare una corretta informazione ai consumatori.

L’entrata in vigore del Testo Unico sul vino contribuisce, anche dal punto di vista normativo, ad affermare l’importanza della produzione vinicola del nostro Paese, punta di diamante del settore agroalimentare e rappresentante del Made in Italy in Europa ed oltreoceano, e dimostra il valore non solo economico ma soprattutto culturale ed ambientale del vino, che deve essere di conseguenza adeguatamente valorizzato e tutelato.

prosecco_collineIl Prosecco entrerà nella Nomenclatura Combinata europea con un proprio codice. La Commissione europea ha riconosciuto al prodotto Prosecco spumante DOCG uno specifico codice di Nomenclatura Combinata: si tratta della sigla “Prosecco spumante: 2204 1015”, che entrerà in vigore dal 1° gennaio del prossimo anno.Image result for nomenclatura combinata unione europea

Finora, nel territorio dell’Unione Europea, un simile riconoscimento era riservato soltanto a due vini: Champagne e Asti, già identificati ciascuno con un proprio codice “ad hoc”. Per tutti gli altri vini spumanti, tra cui appunto anche il Prosecco, la denominazione era costituita dalla generica: “altri vini spumanti”.

Cos’è la Nomenclatura Combinata

La Nomenclatura Combinata è il sistema di denominazione a fini tariffari e statistici dell’Unione doganale. E’ prevista una tariffa doganale comune, applicata ai prodotti importati nell’Unione Europea. La tariffa integrata dell’UE è denominata Taric. Essa comprende tutte le tariffe doganali e le misure agricole e commerciali europee applicate alle merci importate ed esportate dall’UE.

La Commissione europea è responsabile della gestione, trasmissione informatica e aggiornamento costante della Taric, consultabile sul relativo portale.

Annualmente la Commissione europea adotta un regolamento che riprende una versione completa della Nomenclatura Combinata, con aggiornate le aliquote dei dazi della tariffa doganale comunitaria, tenuto conto delle modifiche presentate dal Consiglio e dalla Commissione. Il regolamento, pubblicato entro il 31 ottobre, entra in vigore l’anno successivo.

Nel quadro di riforma del Codice della Nomenclatura Combinata, con riguardo in particolare al capitolo 22 “Bevande, liquidi alcolici e aceti”, l’UIV (Unione Italiana Vini) ha promosso una azione di sensibilizzazione delle autorità nazionali e comunitarie – Agenzia delle Dogane e Directorate General Taxation and Customs Union (DG TAXUD) della Commissione Europea, riguardo alle priorità di intervento espresse dal settore vitivinicolo.

In particolare è stato proposto l’inserimento di un nuovo codice all’interno della “NC 2204 10 – Vini spumanti”, di una linea della Nomenclatura Combinata specifica per il Prosecco, inteso come tipologia di spumante limitatamente alle tre denominazioni: DOC “Prosecco”, DOCG “Conegliano Valdobbiadene Prosecco” e DOCG “Asolo Prosecco”.

La Commissione europea ha accolto la proposta presentata al Comitato Codice Doganale, a cui partecipa Agenzia delle Dogane – Roma, su iniziativa di Unindustria Treviso e dei tre consorzi di tutela del prodotto: Consorzio Asolo Prosecco DOCG, Consorzio Prosecco DOC e Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

In seguito, gli Stati membri sono stati invitati dalla Commissione ad esprimersi sulla proposta e le delegazioni si sono espresse alla unanimità a favore della proposta.

Il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1821, votato dal Comitato Nomenclatura Combinata, entrerà così in vigore dal 1° gennaio 2017.

Molto più di un codice tariffario doganale

Il “codice Prosecco” è il risultato conseguito in anni di impegno da parte dei consorzi di tutela, grazie a una rete di collaborazione nata con l’intenzione di lottare contro i fenomeni di contraffazione. Ma i vantaggi non sono limitati a questo aspetto.

Innanzitutto è una partita in termini di prestigio, per il riconoscimento di una tipicità del territorio, come per altri vini, Asti e Champagne, già menzionati e unici in Europa a vantare un proprio riconoscimento ufficiale in tal senso.

L’iniziativa presentata alla Commissione europea rappresenta un bel risultato per tutto il settore vitivinicolo, poiché agisce sugli strumenti ufficiali a disposizione per le rilevazioni statistiche in grado di quantificare i flussi commerciali dell’export dei prodotti.

Una tracciabilità a doppia funzione

proseccoLa Nomenclatura Combinata dell’Unione Europea, mediante il suo insieme di codici a otto cifre, consente al settore vitivinicolo di accedere a una serie accurata di dati statistici, che permettono di monitorare i flussi commerciali e di verificare le performance del comparto nei mercati internazionali. Inoltre, permette di integrare l’attuale quadro esistente con una linea di prodotto territoriale.

Aver riconosciuto il Prosecco permetterà di studiare con maggiore accuratezza e precisione i suoi flussi commerciali: ora ogni azienda potrà sapere con precisione quante bottiglie finiranno in un determinato Paese, restituendo una immagine più accurata della propensione all’export per il prodotto, agevolando, in questo modo, anche le future strategie commerciali.

Tracciabilità e funzione di difesa del marchio

prosecco_gummiesNella proposta sono stati specificati i dati sulle superfici di coltivazione e relative produzioni ottenibili per le nove province interessate dalla produzione di Prosecco (il territorio di produzione del Prosecco include tutte le province del Friuli Venezia Giulia e quelle del Veneto, ad esclusione di Rovigo e Verona). L’incrocio con questi dati e quelli di traffico commerciale realizzato consentirà di individuare anomalie sulle quantità, permettendo di agevolare in modo ancora più scientifico il contrasto a fenomeni di contraffazione. Il codice di Nomenclatura Combinata, quindi, fungerà da vero e proprio strumento anti-contraffazione.

Prima, una generica indicazione di “vino spumante DOP” rendeva impossibile la valutazione di traffici commerciali del Prosecco autentico, come anche piuttosto complesso era individuare i diversi falsi in circolazione. Due aspetti che alla fine poi non sono nemmeno così distinti, ma anzi sinergici nel riconoscimento del prodotto autentico e apprezzato come eccellenza del territorio.

L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV)[1] è in grado di influenzare, con i propri studi e le proprie ricerche (attualmente è in vigore il Piano Strategico 2015-2019 e il relativo Programma di Lavoro annuale 2016), la produzione normativa dell’Unione europea in ambito vitivinicolo.

vinoAlla OIV sono riconosciute specifiche competenze in materia di vigna, vino, bevande a base di vino, uve da tavola, uve passa e altri prodotti della vigna e i suoi lavori sono tali da incidere sull’intero assetto europeo e non solo, sia dal punto di vista normativo, sia dal punto di vista scientifico in senso stretto, ed anche per quanto riguarda aspetti di tutela e protezione dei consumatori e della salute.

Ed infatti, la OIV può pubblicare risoluzioni ufficiali adottate su consenso dall’Assemblea generale degli Stati membri, poi redatti in diverse lingue data la rilevanza e la portata rivestita; altresì ha adottato il Codice Internazionale delle Pratiche enologiche, contenente le definizioni dei prodotti vitivinicoli, delle pratiche e dei trattamenti enologici, e che costituisce un riferimento tecnico per l’emanazione delle normative nazionali o sovranazionali e negli scambi internazionali.

Le mutate esigenze di mercato e i cambiamenti avvenuti nel tempo a livello scientifico ed economico del settore del vino, e di quelli ad esso connessi, hanno reso necessario aggiornare le disposizioni contenute nell’Allegato IA del Reg. CE n. 606/2009[2], che descrive nel dettaglio, mediante apposite tabelle, le diverse pratiche enologiche autorizzate, e le relative eventuali condizioni e limiti di utilizzo.

La stessa OIV contribuisce ad alimentare questa esigenza di revisione normativa. Ha infatti individuato tre nuove pratiche enologiche che ha poi descritto e pubblicato in alcune proprie risoluzioni, di cui l’Unione Europea ha tenuto conto (adeguando le disposizioni normative agli gli sviluppi tecnologici rappresentati dalla OIV), valutando tutti i requisiti e gli aspetti necessari per poterle inserire tra quelle autorizzate già previste.enologiche-3

Le tre nuove pratiche enologiche adottate dalla OIV riguardano:

  • L’utilizzo di attivatori della fermentazione malolattica
  • Il trattamento del vino mediante glutatione
  • Il trattamento del mosto mediante glutatione

In esito a tali sviluppi tecnologici, la Commissione Europea ha ritenuto “opportuno modificare di conseguenza il Reg. CE n. 606/2009” ed è stato emesso il Reg. CEE/UE n. 765/2016[3] che prevede un’integrazione della tabella dell’Allegato IA (aggiunta la riga 56) e la conseguente aggiunta di un’Appendice.

Occorre precisare che delle tre nuove pratiche, soltanto quella relativa all’utilizzo di attivatori della fermentazione malolattica è stata contemplata dalla nuova normativa, riconosciuta come autorizzata, e quindi inserita nell’Allegato IA, mentre le altre due sono ancora oggetto di valutazioni scientifiche da parte dell’EFSA.  Per quanto riguarda il glutatione, esso viene utilizzato quale additivo alimentare ma non è attualmente previsto nell’elenco degli additivi alimentari autorizzati di cui all’Allegato II del Reg. (CE) n. 1333/2008, e pertanto, non essendo ad oggi autorizzato a livello europeo, ne deriva che il suo utilizzo come pratica enologica non può essere ammesso.

Dobbiamo dunque attendere il parere dell’EFSA che, se positivo, consentirà di inserire il glutatione nell’elenco europeo degli additivi alimentari autorizzati, e le due relative pratiche enologiche potranno comparire nell’Allegato IA del Reg. n. 606/2009.


enologiche-1[1] Struttura intergovernativa di natura scientifica e tecnica istituita con Accordo del 3 aprile 2001 (in vigore il 1 gennaio 2004) ad oggi composta di 46 Stati membri e una quindicina di Osservatori (diverse organizzazioni di settore e territori) che possono assistere ai lavori.

[2] Regolamento CE n. 606 del 10.07.2009 della Commissione, recante alcune modalità di applicazione del Reg. CE n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le categorie di prodotti vitivinicoli, le pratiche enologiche e le relative restrizioni. Prevede, infatti, l’art. 1: “Il presente regolamento reca modalità di applicazione del titolo III, capi I e II, del regolamento (CE) n. 479/2008”.

[3] Regolamento delegato UE n. 765 dell’11.03.2016 della Commissione, pubblicato il 18.05.2016, in applicazione del Regolamento UE n. 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, che appunto conferisce alla Commissione il potere di adottare atti delegati.

Una tiepida mattina di inizio aprile, direzione Verona. Cariche di entusiasmo e curiosità, noi di Consulenza Legislazione Alimentare abbiamo iniziato col sorriso e la grinta di sempre la nostra “Missione Vinitaly 2016”, per presentare alle Aziende la nostra realtà, il nostro progetto e le nostre iniziative. E, diciamolo, anche per degustare! La fila all’ingresso è stata decisamente lunga, ma sapevamo che ne sarebbe valsa la pena.vinitaly 1

Tra le quasi 4.000 Aziende presenti in fiera, ovviamente (pur a malincuore) avevamo la nostra lista di prescelti, vuoi per collocazione geografica, vuoi per la tipologia strutturale dell’impresa, vuoi perché, in alcuni casi, avevamo già dei contatti diretti di cui chiedere e con cui parlare. Armate di mappa, carta e penna, abbiamo iniziato il nostro percorso svincolandoci abilmente tra turisti giapponesi, buyer italiani e stranieri, sommelier, giovani amici che scommettevano su quanti bicchieri avrebbero scroccato entro sera (riuscendo a reggersi in piedi?).

La prima cosa che abbiamo notato parlando con i responsabili delle cantine e con i titolari è che, anche nel vitivinicolo ed anche in realtà aziendali ben strutturate e di successo, l’avvocato rimane quell’Azzeccagarbugli da chiamare solo quando il problema si è già verificato, mentre secondo la nostra proposta dovrebbe poterti seguire e consigliare da sempre, proprio per evitare che i problemi accadano. Fare impresa in totale sicurezza significa, per noi, preparare le basi giuridiche (e non solo) affinché il rischio sia contenuto e, nel caso, più facilmente gestibile. Ancora, per molti il Modello di organizzazione e gestione ex D. Lgs. n. 231/2001 è qualcosa di cui, forse, hanno sentito parlare, inserito tra le varie Certificazioni di qualità, o comunque non necessario.
Quest’anno molto spazio è stato dedicato al mondo del biologico, della sostenibilità ambientale, così come a quello dei consorzi (realtà fondamentale nel vitivinicolo), ed abbiamo conosciuto delle persone con cui probabilmente potremo intraprendere dei discorsi interessanti di sinergia e collaborazione.

mappa-vinitaly-2016-450x312Abbiamo anche studiato!

Nel primo pomeriggio, eccoci all’interessante Convegno organizzato dal Mipaaf sulla tematica sempre accesa della difficile e combattuta coesistenza di “Marchi e indicazioni geografiche del settore vitivinicolo”, con la presenza del Prof. Fernando Albisinni, del Dott. Riccardo Ricci Curbastro, del Dott. Emilio Gatto e Dott.ssa Teresa De Matthaeis del Ministero.

Le prime recensioni sono entusiasmanti circa il numero di presenze a Vinitaly nell’anno del 50esimo. Più di 130.000 operatori professionali, quasi 50.000 presenze straniere, 28.000 buyer accreditati dai mercati internazionali (segnando un + 23% rispetto al 2015)[1].

Ogni stand visto, anche solo se da lontano e di sfuggita, ci ha lasciato qualcosa. Spunti interessanti, aspetti da approfondire, dubbi da chiarire.

Ed ora…siamo già al lavoro per realizzare i nostri progetti nel settore alimentare e vitivinicolo!


[1] www.repubblica.it

Il settore vitivinicolo è una perla preziosissima che, da sempre, fa risplende il nome del nostro Paese in tutto il mondo.vini 5 Basti ricordare che poche settimane fa la zona tra Conegliano e Valdobbiadene (comprensiva di 15 paesi, già area di riferimento per la denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg) è stata proclamata Città Europea del vino 2016. 

Questo ultimo riconoscimento è senz’altro meritato perché in Italia sappiamo produrre numerose varietà di vini, e tutte di qualità. Anche i vini da tavola, quelli di tutti i giorni, sono curati con attenzione e dedizione, conosciuti, apprezzati e…comperati!

vini 3Se il mercato alimentare riesce a segnare, pur in questi anni di difficoltà, ottimi risultati, sicuramente va riconosciuto l’importante ruolo giocato dal vino.

Le vendite parlano chiaro[1].

Anche il 2015, nonostante qualche fisiologico calo, pur lieve, nel primo semestre, è stato un anno fortunato, in linea con il trand positivo delle vendite nel settore alimentare in generale. Gli ultimi mesi dell’anno hanno segnato una crescita del 2.2%, caratterizzata soprattutto dalla maggiore attrativa dei vini fermi rispetto agli spumanti.

Tra i vini fermi, sostanzialmente stabili con un +0,2%, l’andamento più positivo resta quello dei vini DOC/DOCG, che crescono del +2.7%, insieme all’incremento delle vendite dei vini IGT. Per quanto riguarda invece gli spumanti, anche il 2015 si è rivelato un anno molto positivo con un +6.5%.

Vini bianchi in vantaggio sui vini rossi! Tra i vini DOC, ottengono un +4% contro il +2%, dei rossi; tra gli IGT, segnano un +2% mentre i rossi un calo del -2%.

Ma dove e come si acquista il buon vino italiano?

Direttamente nelle cantine, magari dopo aver assaporato tra le colline un buon bicchiere accompagnato da qualche stuzzicante pietanza locale. Nelle enoteche, guidati da esperti. Nei supermercati (qui si evidenzia una crescita delle vendite dell’1.3% rispetto al 2014).

Restano, invece, ancora piuttosto bassi i numeri delle vendite on-line, nonostante vi siano numerose e differenti tipologie di acquisto (acquisti di gruppo in rete di Vinix.com, velocità di consegna con Tannico.it)

vini 2Bene le esportazioni

Nel 2015, l’Italia ha registrato ottimi risultati nelle vendite all’estero, seconda solo alla Francia.

I dati più incoraggianti riguardano i mesi di novembre (+11%) e di dicembre (+8.5%), soprattutto grazie agli spumanti che sono venduti principalmente sul mercato anglosassone. In crescita anche gli altri mercati: USA +14%, Svizzera +1.5%, Canada +8%, Giappone +3%.


[1] I dati qui riportati sono stati reperiti su www.inumeridelvino.it