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La Camera approva la Legge per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici

Tra le più importanti produzioni tipiche del nostro Paese, per numeri e per qualità, vi è senza dubbio quella agrumicola. Il sud Italia, come le rive del Lago di Garda, ci regalano profumi e sapori intensi di arance, limoni, bergamotti e clementine che danno il meglio di sé freschi in tavola o come ingredienti di ricette varie…dolci, primi piatti, pesce, contorni, liquori…

Quali sono le Regioni protagoniste? Per quota di produzione, emerge la Sicilia (con oltre 85 mila ettari investiti), la Calabria (con 37 mila ettari) e infine la Puglia (con circa 10 mila ettari), che insieme occupano oltre il 90% delle aree dedicate alla produzione degli agrumi sul nostro territorio nazionale.

agrumi 1Quasi il 60% della superficie italiana dedicata alla produzione agrumicola è occupata dalle arance, seguite poi dalle clementine (19%) e dai limoni (17%). Proprio tra le arance, le ultime rilevazioni Ismea segnalano che le varietà più diffuse sul nostro territorio sono il Tarocco Comune (42,5%), la Navelina (18,2%), il Tarocco Gallo (10,4%), il Moro (9,3%), il Sanguinello (5,1%), il Tarocco nocellare (4,5%) e il Washington Navel (2,6%).

Molte varietà di agrumi italiani godono inoltre di particolare riconoscimento e tutela e hanno ottenuto la relativa denominazione ai sensi del Reg. n.1151/2012 come l’Arancia del Gargano e l’Arancia Rossa di Sicilia (IGP) o l’Arancia di Ribera (DOP), o le Clementine del Golfo di Taranto e le Clementine di Calabria (IGP), ed ancora ben sei varietà di limoni IGP di Campania, Calabria, Sicilia, Puglia.

Esiste però anche una categoria speciale, quella degli agrumeti caratteristici, dotati di particolare pregio varietale paesaggistico, storico e ambientale, situati in aree in cui le caratteristiche climatiche ed ambientali sono in grado di conferire al prodotto delle caratteristiche specifiche. Tali aree godono di una particolare attenzione per il loro valore storico e paesaggistico e si trovano prevalentemente nella riviera ionica della Sicilia, nella riviera ionica e tirrenica della Calabria, nella penisola sorrentina, nella costiera amalfitana e nelle isole del golfo di Napoli, nel Gargano e nei dintorni del Lago di Garda.

Come valorizzare e tutelare questi agrumeti caratteristici?

Alcuni giorni fa, con comunicazione ufficiale del 13 luglio u.s. il Mipaaf ha l’approvazione da parte della Camera di una Legge finalizzata alla promozione di interventi di ripristino, recupero e salvaguardia degli agrumeti caratteristici. In particolare, il provvedimento prevede l’istituzione di un Fondo per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici che per il 2017 è pari a 3 milioni di euro, che valuterà e darà priorità alle tecniche di allevamento tradizionale e all’agricoltura integrata e biologica, e rimette alle Regioni la determinazione dell’ammontare delle risorse da destinare, la precisazione delle modalità e tempi per la presentazione delle domande, la selezione dei progetti e la formazione delle graduatorie.agrumi 2

Secondo il Ministro Martina “Riconoscere l’importanza di queste aree significa compiere un importante passo in avanti per lo sviluppo sostenibile. L’ obiettivo infatti è anche quello di salvaguardare la distintività delle nostre ricchezze naturali riconoscendo agli agrumicoltori un ruolo fondamentale nella tutela ambientale e paesaggistica soprattutto in alcune aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico”.

Confidiamo si dimostri davvero uno strumento efficace di valorizzazione e tutela anche della biodiversità e della sostenibilità.

 

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