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I consigli del Mipaaf per sprecare meno cibo

Gran parte delle responsabilità per i grandi sprechi di prodotti alimentari del nostro Paese ricade sugli stessi consumatori che troppo spesso adottano comportamenti errati nella gestione degli acquisti, nell’utilizzo dei prodotti, nello smaltimento dei cibi. La restante causa è data dalle falle della catena produttiva e dell’intera filiera, sulle quali certamente ci sarebbe molto da lavorare.

Secondo un’indagine condotta da Last Minute Market e dall’Università di Bologna, in Italia ogni anno lo spreco alimentare è di oltre 15,5 miliardi di € (15.502.335.001 €), pari allo 0,94% del Pil (2016), di cui 12 miliardi (il 77%, 4/5) sono dovuti a quello domestico, mentre 3,5 miliardi dalla filiera alimentare (campi 946.229.325 €; produzione industriale 1.111.916.133 €; distribuzione 1.444.189.543 €).

sprechi 1Poco più di un anno fa, ricordiamo, è entrata in vigore la Legge n. 166/2016 di cui ci eravamo a suo tempo occupati illustrandone obiettivi e potenzialità.

I recenti dati del Mipaaf indicano che le quantità di cibo recuperato e destinato ai soggetti bisognosi grazie agli strumenti previsti dalla Legge sono andate crescendo in questi mesi, e anche l’attenzione dei consumatori verso questo problema si sta rafforzando.

Se effettivamente gli interventi migliorativi sulla filiera per ridurre sprechi e rifiuti sono difficili da attuare, intanto è proprio il consumatore che nel suo piccolo può iniziare a fare la differenza. L’idea è che correggendo alcune abitudini sbagliate, molto diffuse tra i consumatori, si possa riuscire a contenere lo spreco.

Da qualche giorno, lo stesso Mipaaf ha pubblicato sul proprio sito un Vademecum che fornisce ai consumatori alcuni consigli pratici e alcune informazioni su come gestire quotidianamente la propria spesa e la propria dispensa, evidenziando così gli errori più comuni da evitare per ridurre gli sprechi e i rifiuti che sembrano banali e scontati ma che continuano a mietere vittime più o meno inconsapevoli (spesso è colpa della pigrizia e del “ci penseranno gli altri” piuttosto che della mancanza di informazione!).

Ecco sostanzialmente i suggerimenti contenuti nel Vademecum del Mipaaf:

sprechi 3

  1. Prima di fare la spesa, controllare dispensa e frigorifero, individuare cosa c’è e cosa manca, e scrivere una lista dei prodotti che effettivamente e servono
  2. Acquistare prodotti freschi più spesso, e in quantità giusta
  3. Scegliere frutta e verdura con la giusta maturazione
  4. Nell’acquisto di prodotti preconfezionati, scegliere la quantità adatta ai propri bisogni senza eccedere
  5. Leggere sempre l’etichetta per conoscere la scadenza dei prodotti
  6. Se si acquistano grandi quantità (scorte) di prodotti, ricordare di consumare prima quelli con la data di scadenza più vicina o comprati prima
  7. A tavola servire porzioni adeguate, senza esagerare nella quantità. Per i pasti fuori casa, chiedere la family bag o doggy bag per portare via eventuali avanzi
  8. In frigorifero ogni ripiano ha una sua temperatura che permette di conservare in maniera ottimale i cibi
  9. Conservare bene i prodotti con le confezioni già aperte (provvedere a richiuderle adeguatamente)
  10. Utilizzare eventuali avanzi di cibo per realizzare nuove ricette
  11. Ricordare che l’indicazione “da consumarsi entro” (data di scadenza) significa che oltre la data indicata il prodotto non deve essere consumato perché potrebbe causare pericolo immediato per la salute. Invece, la diversa indicazione “da consumarsi preferibilmente entro” (termine minimo di conservazione) significa che il prodotto può essere consumato anche oltre la data riportata, con eventuali modifiche delle sue qualità organolettiche ma senza rischi per la salute[1].

 

[1] L’indicazione di tali informazioni rientra tra quelle obbligatorie ai sensi dell’art. 2, Reg. UE n.1169/2011

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