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Categoria: Contratti

Il commercio elettronico è un canale di vendita sempre più utilizzato dalle imprese italiane, di ogni settore. Pare, infatti, che le diffidenze iniziali siano pian piano state superate, e i dati lo confermano: nel 2015, il ruolo di protagonista nella distribuzione di beni e servizi on line è del turismo (46%), seguito da informatica/elettronica, assicurazioni, editoria, e prodotti alimentari. La distribuzione totale per un totale di 16,6 miliardi di euro, segna un + 16% rispetto all’anno 2014.

ecommerce evidemnzaOltre a richiedere strumenti contrattuali specifici, particolari attenzioni alla tutela della privacy, e un’adeguata preparazione della stessa impresa venditrice, la realtà del commercio elettronico esige particolari sistemi di controllo, ad esempio per contrastare le contraffazioni. Infatti, le tempistiche con cui avvengono gli scambi commerciali mediante il web non permette agli organi di controllo di fronteggiare eventuali illeciti in maniera rapida ed efficiente. Pertanto, il Ministero delle politiche agricole ha stipulato specifici accordi con i principali portali web (eBay e Alibaba Group) per contrastare casi di usurpazione ed evocazione (italian sounding) a tutela soprattutto dei prodotti DOP e IGP (sempre per il 2015, si parla di 561 casi).

Ad esempio, alcune operazioni hanno riguardato:

WINE KIT
Contrasto all’irregolare commercializzazione su siti web irlandesi e svedesi di wine kit evocanti le denominazioni Barolo, Brunello di Montalcino, Chianti, Piemonte, Vino Nobile di Montepulciano e Amarone della Valpolicella.

PROSECCO
Nel Regno Unito e in Irlanda è stata contrastata l’irregolare commercializzazione in pub e ristoranti del “Prosecco alla spina” con il diretto intervento delle Autorità di controllo competenti locali. Su siti web della Germania, Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Irlanda era offerto ai consumatori il Prosecco rosé o il Prosecco in lattina. In Croazia, Lussemburgo, Slovenia e Polonia generici vini spumanti e frizzanti erano commercializzati illecitamente come “Prosecco”.

OLIO DOP
Contrasto alla commercializzazione sul sito www.belazu.com e in numerosi esercizi commerciali nel Regno Unito di olio extra vergine di oliva chiamato “Ligurian Taggiasca” prodotto dalla società “Belazu the fresh olive ltd”, per evocazione dell’olio italiano “Riviera Ligure DOP”. Ancora, interventi sul sito britannico http://www.vallebona.co.uk/, che vendeva oli extra vergine di oliva denominati “Ligurian Extra Virgin Olive oil” e “Lemon Sardinian EVO” con il marchio Vallebona”, evocanti le denominazioni di origine protette “Riviera Ligure DOP” e “Sardegna DOP”.

ecommerce1Qualche giorno fa vi è stato un importante incontro tra l’ICQRF e Alibaba Group al fine di implementare ed allargare gli accordi sulla reciproca collaborazione per il contrasto alle frodi nella vendita on line dei prodotti alimentari e vinicoli, soprattutto per rafforzare la protezione dei prodotti agroalimentari italiani di qualità certificata.

l’Italia dunque si distingue, anche in tema di controlli e tutela del consumatore nel settore delle vendite on line, dagli altri Paesi, in quanto gli accordi in tal senso conclusi nel 2015 tra il Ministero delle Politiche Agricole e Alibaba Group sono, ad oggi, gli unici al mondo.