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Simbiosi e agricoltura simbiotica per l’ecologia, la qualità, la salute

naturaleLa catena alimentare coinvolge, nel suo continuo divenire, il suolo, la terra, le piante, gli animali, e l’uomo, che diventa il destinatario (ultimo, ma non unico) dei prodotti derivati dall’allevamento e dalla coltivazione. Le qualità e le proprietà di tali prodotti, non solo quelle originarie ma anche quelle che gli stessi prodotti assumono via via durante il percorso di trasformazione, vengono assorbite dall’uomo attraverso ciò che mangia.

Sin qui, nulla di nuovo. Il concetto, molto semplicisticamente richiamato, non stupisce.

microbiotaTuttavia, spesso si dimentica che nel corso di tutte le attività e fasi che vengono realizzate per la creazione di cibo destinato all’alimentazione umana, molte scelte determinano molteplici e differenti conseguenze verso l’ambiente, verso gli animali, verso chi farà uso di quel cibo, che inevitabilmente passa attraverso l’agricoltura, l’allevamento, lo sfruttamento delle risorse del suolo e degli animali.

Come fare per garantire prodotti di qualità, nel rispetto degli animali e della terra?

Oggi si parla di agricoltura simbiotica, ovvero di un metodo di coltivazione e di allevamento che si basa sul concetto di correlazione e interscambio fra la terra, gli animali e l’uomo. La simbiosi, infatti, è la coesistenza di più elementi che si cercano, interagiscono, si condizionano a vicenda, come avviene appunto in biologia tra due o più animali e/o vegetali di specie diverse.

Si presta fondamentale attenzione all’ambiente e agli animali e alle potenzialità naturali di suolo ed ecosistema, si vietano l’utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi chimica nella coltivazione, di ormoni, farmaci o antibiotici nell’allevamento.

Sembrano pensieri già affrontati e forse già risolti con il metodo biologico…il biologico non basta?

In realtà, almeno negli intenti, si tratta di qualcosa di diverso, perché l’innovazione dell’agricoltura simbiotica intende dare qualcosa di più mediante la valorizzazione delle proprietà microbiologiche del terreno e l’integrazione tra i diversi microrganismi per portare, attraverso l’assunzione di quel cibo, degli effetti benefici direttamente sulla salute umana.

micorrizzePiante-micorrizzate-1024x877Nella terra: il suolo e la terra sono naturalmente ricchi di miliardi di microrganismi “buoni” come funghi simbionti e batteri, che convivono in simbiosi con le piante attraverso la micorriza, e che costituiscono il biota microbico, necessario per fronteggiare i microrganismi dannosi.

Negli animali: anche gli animali sono coinvolti nella simbiosi innovativa, perché si nutrono di foraggio, cereali, vegetali che portano con sé il biota microbico presente sul suolo. Attraverso il sistema di digestione della cellulosa da parte degli animali e trasformazione in proteine nobili, attraverso l’alimentazione i microrganismi “buoni” giungono sino all’uomo.

Nell’uomo: l’agricoltura simbiotica punta dunque sull’arricchimento del sistema microbiologico del suolo e, attraverso gli animali, dei valori nutrizionali del cibo per apportare, alla fine, benefici importanti a livello intestinale umano, rafforzando la flora batterica presente nell’intestino, fondamentale per l’attività immunitaria.

Infatti, il metodo di coltivazione e di allevamento simbiotico prevede l’impiego di bioti microbici (funghi, batteri, lieviti) e di sostanze naturali sul terreno, che mantengono e concorrono alla tutela della biodiversità e allo sviluppo del sistema microbiologico di suolo e vegetazione, e l’inserimento di micorrize che consentono ai microrganismi “buoni” di attraversare le piante, migliorarne le qualità organolettiche, e giungere infine negli alimenti che sono perfezionati a livello nutrizionale e qualitativo. Questi, ingeriti dall’uomo, vanno a rafforzare il biota intestinale e ad arricchire la flora batterica.

Sarà interessante capire se questa forma di innovazione dell’agricoltura troverà specifica    disciplina normativa e tutela propria, o se rimarrà un’appendice del metodo biologico caratterizzata, solo a livello operativo di settore, dall’utilizzo delle micorrize e dall’obiettivo di rafforzare il complesso microbico della flora intestinale umana.

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